Supermercati francesi sotto attacco
“Come emerge dalla nostra ricerca (pubblicata ad agosto dal Team82), i dispositivi che controllano gli impianti di refrigerazione rappresentano un bersaglio privilegiato per chi vuole interrompere attività critiche, ma spesso sfuggono all’attenzione dei team di sicurezza. La compromissione di queste infrastrutture può avere gravi conseguenze operative per molte realtà: supermercati, strutture di stoccaggio a temperatura controllata, magazzini, aziende farmaceutiche, industrie chimiche e non solo. Persino gruppi legati a Stati hanno preso di mira questi dispositivi per danneggiare i propri avversari geopolitici.
L’attacco informatico a Coopérative U dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutte le aziende che gestiscono prodotti sensibili alle variazioni di temperatura.
Spesso si presume che i sistemi di controllo industriale, compresi quelli degli impianti di refrigerazione, si trovino su reti isolate e quindi sicure. La nostra ricerca ha invece rilevato che molti di questi dispositivi sono direttamente esposti su internet. Se da un lato questa configurazione riduce sensibilmente i costi di manutenzione, consentendo ai tecnici di diagnosticare e risolvere i problemi da remoto, dall’altro facilita l’accesso anche ai criminali informatici.
Le organizzazioni devono pertanto intervenire preventivamente per evitare che le interfacce di gestione siano esposte su internet senza adeguate protezioni. Devono inoltre assicurarsi che l’accesso ai servizi di amministrazione sia limitato a reti di gestione fidate oppure protetto attraverso VPN e altre misure appropriate di segmentazione della rete”.
Amir Preminger, CTO di Claroty