Ogni edificio sarà efficiente con la flessibilità applicativa delle pompe di calore Whiteam
Incremento di prestazione degli edifici entro il 2030: le pompe di calore polivalenti e multifunzione di Whiteam già in linea con le proposte della Commissione UE
Milano, 17 dicembre 2021 – E’ di ieri l’altro la conferenza stampa di Frans Timmermans, vice presidente della Commissione UE, dove, in un perfetto italiano (a rimarcare un’informazione che proprio nel nostro Paese era stata “stropicciata”) ha ricordato che gli Stati membri “dovranno identificare il 15% degli edifici che ha performance peggiori e che dovranno essere rinnovati” in via prioritaria entro il 2030, e ogni Paese dovrà trovare il modo per incentivare tale obiettivo, ma che non sarà vietata la compravendita di quelli inefficienti.
Questo è frutto del fatto che il consumo energetico degli immobili contribuiscono al 37% delle emissioni europee . Per questo, negli edifici pubblici e non residenziali (uffici, per esempio), il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F al più tardi entro il 2027 e almeno al livello E entro il 2030, al più tardi. Gli edifici residenziali, invece, dovranno passare come minimo alla classe F entro il 2030 e almeno alla E entro il 2033.
In questo nuovo scenario si pone con forza la soluzione di Whiteam, che propone una famiglia di prodotti in pompa di calore che permettono – analizzando i problemi dell’edificio con i propri clienti – di trovare soluzioni efficaci al tema dell’efficienza energetica negli edifici.
“Il salto di classe energetica e’ ottenibile in molti modi” ricorda Luca Radice, managing director di Whiteam. “Si deve certamente partire da una riduzione del fabbisogno, ovvero ridurre gli sprechi derivanti da una progettazione che non si poneva, in passato (ma in qualche caso, anche oggigiorno, come ha ricordato Timmermans, ndr), il problema ambientale, ma un efficiente ed efficace sistema di climatizzazione ha altrettanto impatto”, ricorda Radice.
Il sistema in pompa di calore WhiteAm ha “la capacita’ di adattarsi facilmente alle diverse situazioni, utilizzando coerentemente qualunque tipo di energia rinnovabile a disposizione”, afferma Fabrizio Manini, direttore tecnico.
In effetti, il sistema edificio offre diverse possibilita’ a seconda della sua localizzazione geografica e urbanistica, e una macchina standardizzata non puo’ rispondere ad ogni situazione.
La soluzione di WhiteAm, permette di attingere in modo intelligente ad ogni “pozzo di calore” a disposizione, di tipo attivo (come FV, solare termico)o passivo (quali cascami energetici o geotermico), per realizzare le condizioni attese di benessere ambientale.
L’obiettivo di fondo, come spiega la Commissione, è che gli edifici devono consumare poca energia, essere alimentati il più possibile da fonti rinnovabili, non emettere emissioni di carbonio da combustibili fossili e deve essere indicato il loro potenziale di riscaldamento globale in base alle emissioni dell’intero ciclo di vita sul loro certificato di prestazione energetica, e WhiteAm permette di raggiungere questi risultati.
La proposta della Commissione, che diventerà Direttiva a breve, chiede agli Stati membri di non concedere più “incentivi finanziari per l’installazione di caldaie a combustibili fossili a partire dal 2027”. Quindi, per ottenere i risultati di ridurre le emissioni e avere un incentivo per adeguare il proprio edificio, la strada e’ tracciata, e Whiteam ha la soluzione in essere, polivalente e multifunzionale.
La Redazione
Per informazioni: info@whiteam.it – www.whiteam.it

